L’automazione nella Logistica

“Quando ci hanno detto che avrebbero automatizzato tutto, non sapevamo bene cosa aspettarci – dice Barbara, dipendente di un magazzino di una grande catena di e-commerce nel New Jersey, intervistata dalla televisione – Ma siamo stati tutti subito rassicurati che nessuno avrebbe perso il lavoro, che ci sarebbe stato un posto per tutti noi; forse un posto leggermente diverso ma avremmo avuto un lavoro. E pian piano è diventato eccitante: ora lavoriamo con i tablet ed è anche divertente.”

Il futuro della logistica, e particolarmente quello della gestione del magazzino, sembra essere segnato: una sempre maggiore componente di automazione si affiancherà al personale operativo ottimizzando l’efficienza, la produttività e la sicurezza. Una consapevolezza che ha spesso spaventato milioni di lavoratori, preoccupati dall’idea di perdere il proprio lavoro perché considerati non più necessari.

Le ricerche delle grandi società di consulenza sembrano dare ragione a questi timori: una recente pubblicazione di McKinsey, infatti, dimostra come siano proprio le attività meccaniche ad alta ripetizione ad essere automatizzabili sin da subito. Questo perché il grado di sviluppo tecnologico, ad oggi, consente di costruire robot capaci di portare a termine compiti specifici e ripetitivi. PriceWaterhouseCoopers, dal canto suo, aveva dichiarato un anno fa che il 38% dei lavoratori erano destinati ad essere sostituiti dalle macchine, specialmente nei settori della logistica, della produzione e del commercio.

Anche il World Economic Forum, in una previsione, sostiene che entro il 2022, a livello globale, ben 75 milioni di posti di lavoro saranno sostituiti dalle macchine. Allo stesso tempo, però, la quarta rivoluzione industriale dovrebbe creare – nello stesso intervallo temporale – oltre 130 milioni di nuovi posti di lavoro. Un passaggio che necessariamente deve basarsi sul re-skilling dei lavoratori.

Eppure, come l’esperienza di Barbara in New Jersey dimostra, non si tratta necessariamente di una dicotomia, di fare una scelta tra robot e uomini; sempre più spesso le società che gestiscono un magazzino si rendono conto che il valore del lavoro umano è ancora un valore aggiunto.

L’introduzione dell’automazione nel magazzino, infatti, non viene vista come un’alternativa all’impiego di personale specializzato ma come la possibilità di efficientare il lavoro, evitando perdite di tempo in attività a basso valore aggiunto come, ad esempio, muoversi per i corridoi cercando il giusto prodotto da prelevare. In questo modo i robot sono utilizzati per le attività meccaniche mentre gli esseri umani possono concentrarsi sugli aspetti di coordinamento, di monitoraggio, di qualità.

La vera efficienza, quindi si raggiunge quando automazione e gestione delle risorse umane sanno lavorare insieme, quando sanno mettere in pratica le esigenze strategiche, quando sanno far leva sulla flessibilità.

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